buioL’ignoto. Tutti ne sono affascinati. Tutti lo temono.

E’ nella natura umana avere paura di quello che non si conosce. I bambini piangono per il dolore per il semplice fatto che non capiscono cosa succede. I grandi piangono per la scomparsa di una persona cara perché entrano a contatto con una realtà che in millenni di storia non è mai stata assimilata.

Ma cos’è la paura?

Lo scrittore Stephen King, sfruttatore incontrastato del termine ha dato la sua descrizione: “La paura è un lenzuolo. Un lenzuolo che copre un corpo. Il tuo corpo.” Il solo pensiero può far rabbrividire.

Ma è giusto avere paura del “buio”? Nella stragrande maggioranza dei casi l’assenza di luce non nasconde assolutamente nulla. Il timore si rivelerà quindi totalmente infondato.

In sintesi….

C’è chi ha paura del buio, io temo quello che vedo.

dali08Inadeguato: che non ha i requisiti necessari per un uso o uno scopo.

Questo recita il dizionario della lingua italiana. Nello svolgere un determinato compito, gioca un grande ruolo l’attitudine individuale. C’è chi è più portato a determinati scopi, chi meno.

Ma allora, quando arrivi alla consapevolezza di non essere adatto alla tua mansione come dovresti comportarti? Insistere per cercare di farla al meglio compensando con la buona volontà,  o lasciar stare tutto?

Le ipotesi plausibili sono queste:

- Ti impegni. Fai tutto al massimo delle tue possibilità. Fai un ottimo lavoro. Dovrai tuttavia sostenere uno sforzo maggiore, cosa che inevitabilmente ti porterà a sentirti sottovalutato. Emanerai negatività e non verrai apprezzato. Non sarai felice.

- Molli tutto. Ma per questo ci vuole coraggio. Non tutti hanno il fegato di rimettersi in gioco e a volte alcuni vincoli non te lo permettono.

Il rimedio: non prendere niente e nessuno sul serio. E ricorda che si lavora per vivere, non si vive per lavorare.

Si legge in giro per la rete sempre più spesso del prepotente strapotere di Facebook e Twitter. E in un angolino si legge anche del misero ignobile fallimento di Myspace.
La cosa che più mi fa sorridere è il fatto che chi gestisce Myspace si domanda ancora come mai stia andando così male per loro. Difatti è notizia recente che saranno costretti a licenziare il 30% del proprio personale, nonostante siano sulla piazza da molto più tempo dei diretti concorrenti.
Io non capisco come facciano ad essere così ciechi!!
Il motivo, a mio parere, è presto spiegato: non tengono conto del primo principio della termodinamica applicata al web.
In parole spicciole: chiunque aprendo un detto sito, blog, pagina personale o altro udirà iniziare (senza averlo espressamente richiesto) un qualsiasi tipo di musica, canzoncina, gingle di qualsivoglia natura, chiuderà immediatamente la pagina web per non riaprirla MAI più.
Se a questo poi si aggiungono fronzoli e personalizzazioni dello sfondo che rendono illegibile il testo…mi pare ovvio che la domanda non è “Perché sta andando in miseria?”, ma “Come ha fatto a reggere tutti questi anni???”

Da oggi nasce la sezione “La mia musica” in cui pubblicherò le mie originali creazioni audio.

Buon ascolto.

realta_virtualeAlcuni giorni è bello evadere.

Gettarsi in mondi nuovi, sconosciuti, pieni di attrattive e cose da scoprire.

Quando il mondo reale ti va stretto e fatichi a trovare una tua posizione non devi far altro che accendere un PC e perderti nei cristalli liquidi dell’immaginazione. Non sempre però tutto va come vorresti e ti ritrovi a pensare che forse lo schifo virtuale è peggio di quello reale.

Allora torni a vivere la tua vita. Torni alle tue abitudini, i tuoi amici in carne ed ossa, le tue giornate di sempre. E ancora riescono a deluderti.

E’ proprio in quel momento che ti rendi conto di una cosa:

La vita reale fa schifo tanto quanto quella virtuale e viceversa.

Viaggiare in auto fa riflettere…si incrociano tanti bei veicoli. Tanta bella gente. Tutti compagni di viaggio, tutta una famiglia a cui volere bene. Si, perché il rispetto sulla strada è importante.frontale

Purtroppo però, come in tutte le famiglie, incontri il coglione di turno. Il più temuto, il più odiato.

Allora sono arrivato ad una conclusione: se mai un giorno deciderò di suicidarmi, voglio farlo rendendo un servizio utile a chi rimane. Per cui andrò a scontrarmi frontalmente contro il primo che non abbassa i fari quando mi incrocia. Siete avvisati…per ora non ho la minima intenzione di suicidarmi, ma hai visto mai….

Da quando ho memoria, il nostro Primo Ministro ha sempre basato la prupria esistenza sulla pubblicità.

Ha manipolato i media a proprio vantaggio. Ha inculcato nella mente di tutti gli italiani tutto quello che voleva. Ha fatto credere che i propri interessi siano quelli dell’Italia intera. Ha confezionato così leggi ad hoc fatte su misura per la propria posizione.

mmmAbituato a tutto ciò, mi ha fatto sorridere e non poco la storia del divorzio chiesto dalla moglie Veronica per motivi a mio avviso risolvibili nelle quattro (o quattrocento, quante siano)  mura di casa. Il Premier ha dichiarato di voler stare solo col proprio dolore. Eppure è sempre lì. Sempre nelle prime serate televisive a far notizia nei telegiornali (i SUOI telegiornali). Lo troviamo sulle testate giornalistiche a fare la parte della vittima, allontanato da una moglie manipolata e stumentalizzata dal centro-sinistra. A me viene da chiadermi…Ma quanto c’è di vero in tutto questo?

Un uomo che ha dimostrato delle capacità sovrannaturali nel farsi benvolere dalle grandi masse. Un uomo che ha costruito un impero economico-mediatico senza precedenti in Italia. Quest’uomo. Arriverebbe al punto di inscenare un finto divorzio che tutti i giornali contribuiscono a far sembrare un’esagerazione? Arriverebbe al punto di usare la moglie per screditare i suoi presunti rivali, i quali con meschinità si sarebbero intromessi nella sua vita privata instillando pensieri maliziosi quanto mendaci nella mente della signora Veronica?

Riuscirebbe un uomo così a passare come la vittima dell’ennesimo sporco gioco politico?

Non so quanto questa mia teoria possa reggere, ma stando ai sondaggi degli ultimi giorni il gradimento del PDL è al 50%, mentre il centrosinistra è crollato.

C’è abbastanza per far riflettere, almeno un pochino.

Come promesso, annuncio l’uscita del nuovo racconto inedito. Lo trovate nella sezione “I MIEI RACCONTI” in alto a destra, o nel link diretto da questo articolo.

Stavolta in LUNGO LA STRADA DI CASA vi troverete a fronteggiare l’inquietudine di un ubriaco che tenta solo di tornare alla propria abitazione. Ma non è così semplice come può sembrare…

1Sabato.
Oggi giornata di riposo. Non si lavora.
Dormito fino a tardi. Uscito per mangiare. Tornato a casa alle quattro e constatato il successo in Hattrick (almeno una nota positiva nella giornata).
Passato il pomeriggio a cazzeggiare ed ascoltare la partita alla radio.
Stasera esco per andare a cena a casa della mia fidanzata, come tutte le sere. Dopocena si guarda un filmetto. A mezzanotte torno a casa e coninuo a cazzeggiare finché sonno non sopraggiunge.

Come tutti i giorni.
Come tutti i cazzo di giorni.

Dov’è finito il tempo in cui attendevo il fine settimana? In cui il sabato era considerato un giorno di svago.
Adesso ogni giorno sembra uguale. Mi sembra di essere rinchiuso fra le mura di un patetico girone infernale, dove il serpente si morde la coda.
La settimana comincia come finisce. Finisce come comincia.

Vado a letto la sera sentendo che ho buttato via un altro giorno.

Un altro cazzo di giorno.
Un altro cazzo di mese.
Un altro cazzo di anno.

mogol1Tempo fa pensavo ad una vecchia canzone di Daniele Silvestri. In tale pezzo, il cantautore romano declamava ironicamente “…è stato facile, amarsi è facile. Basta conoscere a memoria tutta quanta l’opera completa di Mogol…”. Il pezzo parlava di una ragazza restia a lasciarsi andare, se non in una recita scherzosa e amorosa come fosse un gioco.

Silvestri l’ha detto scherzandoci su in quell’occasione, ma davvero si possono comprendere tutti gli aspetti della vita di coppia dalle canzoni del grande paroliere Mogol? Non so perché ma a me nominate lui e mi viene in mente Battisti.

Così ricordo i vari esempi in cui i due autori ci hanno insegnato a ritrovare un rapporto creduto perso in “7 e 40″. Ad amare qualcuno fino a dare tutto in “Il tempo di morire”. A celebrare il favoloso chiodo scacchia chiodo in “Io vorrei, non vorrei…ma se vuoi”. Ad essere ossessionati dall’unica cosa che ci rende vivi in “Anna”. A liberarsi di una fidanzata scomoda quanto stronza in “Per una lira”. A diffidare di certi innamoramenti senza sbocchi in “Dolce di giorno”. A capire che l’altro sesso è sempre compromettente in “Una donna per amico”. Potremmo elencare ancora numerosi esempi.

Ringraziamo tutti riverenti il più famoso duo della canzone italiana.